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giovedì 25 ottobre 2012

SOS PIANETA TERRA


"Inquinando senza sosta il mondo in cui si vive e compromettendo il delicato equilibrio fra esseri viventi e ambiente naturale, l'uomo sta condannando a morte sè stesso"

Ieri ho letto un articolo su un giornale che mi ha fatto rabbrividire, vi dico subito che se ci fossero stati i miei figli non  l'avrei potuto leggere, mi vietano tutto quello che abbia a che fare con  catastrofi più o meno naturali, perchè poi le mie preoccupazioni, le mie ansie si ripercuotono su di loro.

Si  parlava dell'inquinamento del nostro pianeta,Vi assicuro che  c'è veramente di che preoccuparsi, vi riassumo brevemente l'articolo.
Lo smog a Tokio è cosi denso che qualcuno si chiede se valga la pena di avere un'automobile quando non c'è più un cielo azzurro sotto cui viaggiare.
Gli svizzeri che sono cosi amanti della pulizia, hanno scoperto che i loro laghi , quelli di Ginevra e Costanza, si stanno intorbidendo a causa degli scarichi delle città e delle industrie.
Alcuni dei leggendari fiordi norvegesi sono insozzati da maleodoranti rifiuti solidi.
Il Reno sembrerebbe essere il fiume più inquinato, fiume noto come la fogna d'Europa.
Negli Stati Uniti l'ambiente è gravemente minacciato dagli abbondanti rifiuti della più ricca economia del mondo, produttrice di quasi il 50% dell'inquinamento industriale del nostro paese.
E l'Italia? La Commissione Europea ha minacciato l’Italia di adire la Corte di giustizia europea in quanto il nostro Paese non ha attuato correttamente la normativa UE in materia di responsabilità ambientale.
Pertanto, su raccomandazione del commissario per l’Ambiente Janez Potočnik, la Commissione sta per inviare un parere motivato complementare per chiedere all’Italia di adeguare in tal senso la propria legislazione.
La direttiva sulla responsabilità ambientale stabilisce un quadro giuridico per questa materia in base al principio “chi inquina paga”, con l’obiettivo di prevenire e di riparare i danni ambientali. Le persone fisiche e giuridiche che esercitano le attività elencate nella direttiva, o effettuano i controlli, sono oggettivamente responsabili dei danni che causano all’ambiente con la loro attività. Tali danni comprendono i danni ai corpi idrici, alle specie e agli habitat naturali protetti, e al terreno.(peccato che siamo in Italia).

All'inquinamento si è fatto ormai l'abitudine, cosi come alle strade soffocate dal traffico  o  disseminate di rifiuti.
La terra ha un suo sistema per eliminare i rifiuti, però naturalmente c'è un limite a tutto, i rifiuti tossici possono uccidere i minuscoli organismi che normalmente puliscono l'acqua dei fiumi. Intanto la tecnologia moderna violenta la natura con decine di migliaia di sostanze sintetiche, molte delle quali sono praticamente inalterabili.
Ci sono barattoli di alluminio che non si arruginiscono, materie plastiche che possono durare  decenni, petroli galleggianti , rifiuti radioattivi la cui tossicità si mantiene per secoli.
Dove vanno a finire tutte queste sostanze?La maggior parte nei mari che coprono il 70% del globo e hanno un grandissimo potere di autopurificazione.Tuttavia anche i mari non possono assorbire più di una certa quantità di immondizie.
In questo contesto , la scienza della sopravvivenza, l'ecologia diventa sempre più importante.
La cosa che più sgomenta gli ecologi è che l'uomo tecnologico ignora i disastrosi effetti da lui provocati. Nè gli uomini politici , nè gli scienziati che costruirono la prima bomba atomica si rendevano pienamente conto delle conseguenze dei residui radioattivi. Gli uomini che progettarono l'automobile non prevedevano che il suo successo avrebbe trasformato le città in immensi parcheggi, che avrebbe portato in tutto il mondo alla distruzione del verde per fare posto alle autostrade.
Ogni anno solo negli Stati Uniti ben 400.000 ettari di bosco vengono distrutti per fare posto alle nuove strade.
Se la tecnologia ha portato l'uomo a questa crisi ambientale e all'inquinamento, la stessa tecnologia può certamente aiutarlo a venire fuori sempre che ce ne fosse la volontà.
L'industria ha una parte vitale da svolgere: prima di tutto ridurre al minimo l'inquinamento, poi cercare di rimettere in ciclo tutti i rifiuti.
L'uomo tecnologico si culla nella pericolosa illusione di poter costruire società industriali sempre più grandi senza curarsi troppo delle ferree leggi della natura.Egli vorrebbe una crescita illimitata su un pianeta limitato.
I pessimisti sostengono che solo una catastrofe potrebbe modificare,forse troppo tardi,questo atteggiamento.
Per contro, gli ecologi ottimisti nutrono fiducia nella capacità dell'uomo di trovare rimedio a tutto, quando vi è costretto.

Sono riuscita a spaventarvi come mi sono spaventata io?
Lo so che noi mortali contiamo poco o niente però potremmo cominciare dal nostro piccolo ambiente,tenedo puliti i nostri paesi, le nostre città, evitando di buttare a terra la qualsiasi cosa ci capiti, provvedendo a fare la raccolta differenziata o almeno sensibilizzare i nostri amministratori ,in altre faccende affaccendati, in modo da fare diventare possibile qualcosa che al momento sembra assolutamente irraggiungibile.