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venerdì 9 agosto 2013

PROBLEMA  ANZIANI


Questa mattina ho aiutato una vecchietta a risalire dal mare, l'ho vista un poco affaticata, era scesa sulla spiaggia vestita di tutto punto, con il maglioncino nero manica lunga, voleva rinfrescarsi  i piedi perchè soffriva di circolazione.

Era un po traballante è l'ho aiutata a tornare  a casa, nel tragitto mi ha raccontato tutta la sua vita , un marito bravissimo, che suonava nella fanfara dei carabinieri, perso ormai da tredici anni, tre figli tutti sistemati e lei si era trasferita dalla figlia sposata.

Ho sentito che affannava e le ho chiesto "ma ha qualche problema con il cuore"? No mi ha risposto per fortuna con il cuore no.
ho la fibrillazione
ho  pure  quella macchinetta, come si chiama?  Il pace maker? Si si mi risponde
e poi ho pure un'altra cosa però non mi ricordo come si chiama, praticamente ho tutto spastato da una parte.

Non ho ben capito che cosa volesse dire però ho voluto chiederle perché non si era fatta accompagnare da  sua figlia, non ho voluto disturbare, mi risponde, perché stavano dormendo.

Queste cose mi fanno pensare, mi riportano alla memoria i miei vecchietti, gli errori commessi, le cose che avrei potuto fare per rendere la loro vecchiaia più accettabile, invece con la vita frenetica di tutti i giorni, lavoro ,casa , famiglia , non ho fatto proprio niente.

Non è facile assistere persone anziane, mi rendo conto che per le giovani famiglie si diventa un peso, i ragazzi sono già oppressi da mille problemi e dover gestire anche le persone anziane diventa  problematico soprattutto se si è distanti e soprattutto se si ha a che fare con testardi che vogliono stare da soli perché sicuri di potercela fare, e finchè sono in due va ancora bene perché si accudiscono a vicenda ma quando uno dei due ci lascia e li che arrivano i veri problemi.

La frase più ricorrente è : "meglio lasciare gli anziani nella loro casa tra i loro ricordi"
non sono assolutamente d'accordo, mio padre è vissuto due anni dopo la morte di mia madre assistito, si fa per dire da badanti delle quali mi astengo dal fare qualsiasi commento, sappiate solo che il loro atteggiamento mi ha portato alla intolleranza totale nei confronti di una parte del genere umano.

La cosa che mi piacerebbe realizzare, tenuto conto che il problema fra qualche anno potrebbe interessare anche la sottoscritta ,sarebbe una casa albergo in cui riunire tanti vecchietti, naturalmente autosufficienti, che  potessero continuare a gestire la loro vita in perfetta autonomia, in compagnia e con la possibilità di poter continuare ad occuparsi delle cose che facevano a casa loro.

Mi piacerebbe realizzare  un laboratorio in cui ognuno di loro potesse leggere, dipingere, lavorare a maglia, cucire, sentire musica, dedicarsi all'orto, magari organizzare delle mostre con i lavori da loro prodotti,  organizzare dei pranzetti preparati da loro e invitare  i parenti .

Una casa in cui ogni persona potesse sentirsi libera di poter organizzare la propria  vita come meglio crede in compagnia di altri simili con cui parlare, confrontarsi, ricordare la vita vissuta, senza vivere di rimpianti e di ricordi , ma continuando  la propria esistenza nella serenità, sentendosi ancora utile e libera.