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venerdì 20 luglio 2012

 PROFESSIONE GENITORE


Quando in una una famiglia nasce un bambino è una vera gioia.

I figli ti  riempiono la vita, tu li curi, gli dai tanto amore, fai tanti sacrifici per crescerli, tante notti in bianco, gli dai dei consigli , degli insegnamenti.
I figli nei primi anni di vita sono molto legati ai genitori, si disperano quando non sentono la loro presenza, gioiscono quando sentono il loro profumo.

La presenza dei genitori nei primi anni è una sicurezza per il bambino che l'aiuterà a sentirsi sicuro e fiducioso nel mondo
Col sopraggiungere dell'adolescenza i figli tendono ad allontanarsi dai genitori, pensono di non avere  più bisogno di loro, preferiscono uscire e stare con gli amici, difficilmente ascoltano i  consigli dei genitori; è una fase molto delicata e una fase che porterà il ragazzo alla trasformazione ad acquisire la sua identità, è l'età del conflitto con i genitori.

In questo periodo cosi delicato i genitori devono sapersi mettere da parte senza naturalmente smettere di vigilare con discrezione.

E' proprio in  questo difficile momento di ribellione che  il ragazzo ha più bisogno di sentire la famiglia vicino, anche se non lo ammetterà mai, che ha bisogno di non sentirsi abbandonato.
Guai ad abbassare le armi in questo periodo"tanto non mi capisce, tanto non mi sente" "non vale la pena parlare".

Quando i figli diventano "giovani", cominciano a fare le proprie scelte, in questo caso la presenza dei genitori puo essere molto utile ,può essere determinante nella scelta .

Un rapporto di fiducia e confidenza reciproca aiuta i ragazzi a costruirsi il proprio futuro.
L'importate è creare un dialogo che permette ai figli ma anche ai genitori di esprimersi ,di capire e farsi capire. Tale dialogo però può esserci solo con un ascolto profondo tra tutti i membri, ascolto sia da parte dei figli verso i consigli dei genitori, sia da parte dei genitori verso le problematiche e necessità che potrebbero essere attraversate dai figli.

I figli diventati adulti devono però potere scegliere autonomamente  il proprio stile di vita, la propria professione.Il genitore deve essere di supporto ,deve consigliare, mai imporre.

Quindi sbaglia il genitore "avvocato" che costringe il figlio a studiare legge per seguire le orme di famiglia.Costringerà il figlio a studiare male, nei casi più felici, oppure costringe il figlio a restare all'università fino a 40 anni..
Di questi casi ne conosciamo un'infinità, le università sono piene di figli di papà iscritti al 14° anno, dico figli di papà perchè l'anonimo impiegato non si può certo permettere di mantenere il proprio figlio all'università per secoli.

Per non parlare del barone della medicina che vuole fare diventare Barnard il figlio pur sapendo che è un piccolo "Trota".
E purtroppo l'Italia è piena di questi piccoli Trota che con l'aiuto del barone di turno riescono a rubare lavoro a tanti ragazzi ,e sono tanti, che hanno studiato con serietà e responsabilità, che sono ragazzi preparati, abituati al sacrificio, che però risultano penalizzati perchè senza parentele che contano o amicizie importanti.
Perchè purtroppo  l'Italia  nel 2012 è questa, non è cambiato proprio niente.