PROBLEMA IMMIGRAZIONE
Sicuramente è un argomento spinoso, ma in questi giorni si sta parlando moltissimo del problema immigrazione anche perché gli sbarchi sono notevolmente aumentati.
Attraccano sulle nostre coste barconi di gente disperata, bambini , donne incinte, scappano dai loro paesi in guerra trascinandosi dietro quello che resta della loro vita racchiuso in un misero fazzoletto.
Paesi perennemente in guerra, una guerra stupida senza significato voluta dai "potenti" della terra che non muovono un dito per farla smettere chissà perché? forse perché non hanno interessi a farla finire o perché il guadagno delle multinazionali delle armi arriva alle stelle?
E chi paga le conseguenza di quest'assurdo massacro? Quella povera gente che sicuramente non ha chiesto di nascere li ma si è trovata in quei paesi per pura fatalità.
Ci rendiamo conto, noi che viviamo in paesi "normali", della fortuna che abbiamo avuto a nascere in una terra senza guerra? Possiamo vedere i nostri figli giocare senza il pericolo che una mina gli scoppi sotto i piedi, possiamo uscire liberamente senza la paura di essere falciati da un proiettile, possiamo partire liberamente per una vacanza, utilizziamo con grande facilità acqua e corrente elettrica , abbiamo una casa, abbiamo molto più di quello che effettivamente ci serve eppure molto spesso ci lamentiamo, non siamo contenti anzi siamo depressi, immotivati.
E allora che cosa dovrebbe dire questa povera gente? Ci mettiamo qualche volta nei loro panni? lasciano un territorio di morte e distruzione per andare incontro a un futuro non sempre roseo anzi tutt'altro che roseo.
Vengono stipati in rifugi che per quanto attrezzati non possono sopportare il gran numero di persone che arriva giornalmente.
E poi diciamoci la verità che futuro può dare l'Italia a queste persone se già molti Italiani non hanno un futuro?( intendo lavorativo).
In Italia mancano i controlli, giornalmente parecchi di questi immigrati scappa dai rifugi e fa perdere le tracce. I paesi , le città sono pieni di immigrati, te li trovi ad ogni angolo, gente disperata che chiede aiuto.
E' vero quello che dice Papa Francesco , "la cultura del benessere ci rende insensibili alle grida degli altri ,ci fa vivere in bolle di sapone in una situazione che porta all'indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell'indifferenza, ci siamo abituati alla sofferenza dell'altro , non ci riguarda, non ci interessa, non è affar nostro"
Ma è pur vero che dobbiamo guardare in faccia la realtà, ci troviamo difronte un’Italia oltraggiata da classi dirigenti incapaci, un’Italia in pieno e inarrestabile declino, un'Italia senza regole e senza leggi, un'Italia che non sa badare a se stessa.
Com'è possibile pensare che questa classe politica, che non riesce a risolvere i problemi dell'Italia anche i più piccoli , possa badare anche agli immigrati, questi che non fanno altro che bisticciare per una poltrona, pensate davvero che riusciranno a gestire la questione immigrati?
Questo è un problema che prevarica gli interessi personali, gli interessi di partito, è un problema di coscienza e a mio parere in parlamento di coscienza è rimasto ben poco.
Mi auguro sia per noi ma soprattutto per questa povera gente che presto si trovi una degna soluzione naturalmente con il coinvolgimento del resto dell'Europa che per adesso è assolutamente assente.
domenica 25 agosto 2013
mercoledì 21 agosto 2013
LO SAPEVATE CHE ....?
FA BENE CAMMINARE A PIEDI NUDI
Lo studio è stato effettuato in un ospedale di Chicago su un gruppo di malati di osteoartrite .La ricerca ha dimostrato che chi ha problemi alle ginocchia trova beneficio a camminare a piedi nudi perché questo tipo di camminata permette di caricare il 19% di peso corporeo in meno su questa articolazione molto delicata.
GLI OCCHIALI MIGLIORANO L'UMORE
Secondo uno studio dell'Università di Alabama portare gli occhiali non solo migliora la vista ma regala anche un po di buonumore. La ricerca è stata condotta su un gruppo di persone con più di 55 anni ed ha portato alla conclusione che portare le lenti da vista aiuta a prevenire la depressione, a sentirsi più allegri e sereni dei coetanei che, pur avendo bisogno degli occhiali non li hanno mai portati
I PRIMI DELLA CLASSE GIA' ALLA MATERNA
Uno studio americano ha stabilito che i bambini che a 4 5 anni sanno già contare, parlano bene, riescono a stare attenti con più facilità e seguono con meno fatica le lezioni.
DIETA SALVA MEMORIA
Uno studio effettuato presso un ospedale di Bordeaux ha portato alla conclusione che una dieta ricca di pesce, verdura e frutta ( in particolare mele, merluzzo e broccoli) aiuta a ridurre il rischio di contrarre malattie degenerative del cervello come l'Alzheimer .(e vi pare poco?)
UN TOCCO DI ARANCIONE
I colori caldi e vivaci aiutano a combattere la depressione e la malinconia. Dopo una separazione pitturare una parete di arancione , oppure arredare la casa con candele o fiori arancioni può sicuramente risollevare il morale.
GRASSO E' BELLO
I chili di troppo non porteranno la salute ma la felicità si. Secondo un quotidiano tedesco gli uomini sovrappeso sono più di buonumore, e le donne hanno un maggiore desiderio sessuale. Infatti un'elevata quantità di grasso è in grado di stimolare la serotonina che è la sostanza del buonumore mentre nelle donne incrementa le quote di ormoni soprattutto di estrogeni alimentando la libido.
LA T-SHIRT CONSUMA ENERGIA
Secondo uno studio dell'università di Cambridge, il 60% dell'energia consumata da un capo di abbigliamento viene prodotta dal lavaggio, il che vuol dire che una tshirt riesce a consumare nella sua vita circa quattro chili di anidride carbonica, uno dei più pericolosi gas a effetto serra.
Ho consultato diversi giornali per trovare qualche curiosità ma con mia grande meraviglia non ho trovato uno studio fatto in Italia, gli Italiani sono troppo impegnati o sono troppo seri per effettuare simili studi?
FA BENE CAMMINARE A PIEDI NUDI
Lo studio è stato effettuato in un ospedale di Chicago su un gruppo di malati di osteoartrite .La ricerca ha dimostrato che chi ha problemi alle ginocchia trova beneficio a camminare a piedi nudi perché questo tipo di camminata permette di caricare il 19% di peso corporeo in meno su questa articolazione molto delicata.
GLI OCCHIALI MIGLIORANO L'UMORE
Secondo uno studio dell'Università di Alabama portare gli occhiali non solo migliora la vista ma regala anche un po di buonumore. La ricerca è stata condotta su un gruppo di persone con più di 55 anni ed ha portato alla conclusione che portare le lenti da vista aiuta a prevenire la depressione, a sentirsi più allegri e sereni dei coetanei che, pur avendo bisogno degli occhiali non li hanno mai portati
I PRIMI DELLA CLASSE GIA' ALLA MATERNA
Uno studio americano ha stabilito che i bambini che a 4 5 anni sanno già contare, parlano bene, riescono a stare attenti con più facilità e seguono con meno fatica le lezioni.
DIETA SALVA MEMORIA
Uno studio effettuato presso un ospedale di Bordeaux ha portato alla conclusione che una dieta ricca di pesce, verdura e frutta ( in particolare mele, merluzzo e broccoli) aiuta a ridurre il rischio di contrarre malattie degenerative del cervello come l'Alzheimer .(e vi pare poco?)
UN TOCCO DI ARANCIONE
I colori caldi e vivaci aiutano a combattere la depressione e la malinconia. Dopo una separazione pitturare una parete di arancione , oppure arredare la casa con candele o fiori arancioni può sicuramente risollevare il morale.
GRASSO E' BELLO
I chili di troppo non porteranno la salute ma la felicità si. Secondo un quotidiano tedesco gli uomini sovrappeso sono più di buonumore, e le donne hanno un maggiore desiderio sessuale. Infatti un'elevata quantità di grasso è in grado di stimolare la serotonina che è la sostanza del buonumore mentre nelle donne incrementa le quote di ormoni soprattutto di estrogeni alimentando la libido.
LA T-SHIRT CONSUMA ENERGIA
Secondo uno studio dell'università di Cambridge, il 60% dell'energia consumata da un capo di abbigliamento viene prodotta dal lavaggio, il che vuol dire che una tshirt riesce a consumare nella sua vita circa quattro chili di anidride carbonica, uno dei più pericolosi gas a effetto serra.
Ho consultato diversi giornali per trovare qualche curiosità ma con mia grande meraviglia non ho trovato uno studio fatto in Italia, gli Italiani sono troppo impegnati o sono troppo seri per effettuare simili studi?
domenica 18 agosto 2013
DECLUTTERING O MEGLIO FARE ORDINE
Non so se lo sapete ma io detesto le parole straniere , detesto gli italiani che scimmiottano , che non possono fare a meno di utilizzare sinonimi stranieri , come se coiffeur facesse guadagnare di più che non parrucchiere , e cosi è nato il decluttering che in italiano non è altro che "fare ordine".
Se gli Italiani riescono a fare più ordine nella propria vita allora ben venga il decluttering.
Secondo un recente sondaggio le persone usano solo il 20% delle cose che possiedono, il rimanente 80% resta chiuso negli armadi generando confusione e disordine.
Per questo motivo in Inghilterra e in America l'arte di mettere ordine viene insegnata in corsi specifici.
Con l'arte del decluttering si impara a mettere ordine a casa , in ufficio, si impara a mettere da parte il vecchio per fare posto al nuovo.
Non è piacevole stare in una casa che straripa di cose vecchie, superflue, diventa soffocante; al contrario se riusciamo ad eliminare tutte le cose inutili la permanenza tra le mura domestiche diventa confortevole.
Le case al giorno d'oggi sono piccole a causa degli alti prezzi , c'è poco spazio a disposizione e in questo modo si fa presto a riempirle di inutili cianfrusaglie, anche perché con la vita frenetica di oggi il tempo che si dedica alla vita domestica è limitato , cosi si finisce per ridurre ancora di più i propri spazi vitali e la casa diventa difficile da gestire .
Ma che cosa ci spinge ad accumulare tutta questa roba? ve lo siete mai chiesto?
In un mondo proiettato verso il consumismo il bisogno di avere diventa sempre più forte. Spesso ci si sente giudicati più per quello che si ha che per quello che si è.
Abbiamo un attaccamento morboso alle cose che ci circondano, , qualcuno conserva anche gli scontrini dei viaggi, i biglietti, vestiti e scarpe vecchie e ci nascondiamo dietro un "può essere utile" e "se torna di moda" è " un oggetto di qualità" è " un ricordo"
Eliminare questi pensieri è il primo passo per decidere di fare ordine.
Vi dico questo perché io sono la prima ad accumulare roba, i miei figli che vivono fuori quando ritornano portano immancabilmente qualcosa che non utilizzano più e quindi deve essere conservata.
Nel momento in cui mi rendo conto che le cose conservate rischiano di mandarmi fuori di casa , do sfogo al mio "fuori tutto" e in quel minuto vale la pena di citare mio figlio che dice che sono un pericolo ambulante perché quando mi scatta la cavallina butto tutto senza fare alcuna distinzione.
Liberarsi di ciò che è vecchio o rotto ci consente di prendere le distanze dal passato per fare posto ad esperienze nuove.
I ricordi per quanto importanti rappresentano nella vita di ognuno una zavorra, ci bloccano, non ci permettono di migliorarci , di andare avanti.
Liberarsi del superfluo aiuta a liberarsi del passato e a trovare soluzioni nuove adatte alla nuova realtà e a quello che siamo oggi.

Non so se lo sapete ma io detesto le parole straniere , detesto gli italiani che scimmiottano , che non possono fare a meno di utilizzare sinonimi stranieri , come se coiffeur facesse guadagnare di più che non parrucchiere , e cosi è nato il decluttering che in italiano non è altro che "fare ordine".
Se gli Italiani riescono a fare più ordine nella propria vita allora ben venga il decluttering.
Secondo un recente sondaggio le persone usano solo il 20% delle cose che possiedono, il rimanente 80% resta chiuso negli armadi generando confusione e disordine.
Per questo motivo in Inghilterra e in America l'arte di mettere ordine viene insegnata in corsi specifici.
Con l'arte del decluttering si impara a mettere ordine a casa , in ufficio, si impara a mettere da parte il vecchio per fare posto al nuovo.
Non è piacevole stare in una casa che straripa di cose vecchie, superflue, diventa soffocante; al contrario se riusciamo ad eliminare tutte le cose inutili la permanenza tra le mura domestiche diventa confortevole.
Le case al giorno d'oggi sono piccole a causa degli alti prezzi , c'è poco spazio a disposizione e in questo modo si fa presto a riempirle di inutili cianfrusaglie, anche perché con la vita frenetica di oggi il tempo che si dedica alla vita domestica è limitato , cosi si finisce per ridurre ancora di più i propri spazi vitali e la casa diventa difficile da gestire .
Ma che cosa ci spinge ad accumulare tutta questa roba? ve lo siete mai chiesto?
In un mondo proiettato verso il consumismo il bisogno di avere diventa sempre più forte. Spesso ci si sente giudicati più per quello che si ha che per quello che si è.
Abbiamo un attaccamento morboso alle cose che ci circondano, , qualcuno conserva anche gli scontrini dei viaggi, i biglietti, vestiti e scarpe vecchie e ci nascondiamo dietro un "può essere utile" e "se torna di moda" è " un oggetto di qualità" è " un ricordo"
Eliminare questi pensieri è il primo passo per decidere di fare ordine.
Vi dico questo perché io sono la prima ad accumulare roba, i miei figli che vivono fuori quando ritornano portano immancabilmente qualcosa che non utilizzano più e quindi deve essere conservata.
Nel momento in cui mi rendo conto che le cose conservate rischiano di mandarmi fuori di casa , do sfogo al mio "fuori tutto" e in quel minuto vale la pena di citare mio figlio che dice che sono un pericolo ambulante perché quando mi scatta la cavallina butto tutto senza fare alcuna distinzione.
Liberarsi di ciò che è vecchio o rotto ci consente di prendere le distanze dal passato per fare posto ad esperienze nuove.
I ricordi per quanto importanti rappresentano nella vita di ognuno una zavorra, ci bloccano, non ci permettono di migliorarci , di andare avanti.
Liberarsi del superfluo aiuta a liberarsi del passato e a trovare soluzioni nuove adatte alla nuova realtà e a quello che siamo oggi.
giovedì 15 agosto 2013
LA MIA GITA IN SILA
Ieri siamo partiti tutta la famiglia (quasi tutta) insieme a degli amici per fare una gita in Sila.
Al mare faceva un caldo infernale, invece in montagna abbiamo trovato una meravigliosa frescura tanto da pensare di trasferirci per qualche giorno nella nostra casetta al Villaggio Biancaneve.
Il mio albero delle farfalle era l'invidia del villaggio, d'estate decine di farfalle coloratissime si poggiavano sui fiori ed era uno spettacolo di una indicibile bellezza.
Facevamo tante camminate nei percorsi della forestale, andavamo a raccogliere funghi, si organizzavano tante cenette tutti insieme nell'anfiteatro del villaggio che era stato costruito apposta per questi incontri collettivi.
Ognuno preparava una specialità , si cenava insieme e poi si ballava fino a tardi.
Crescendo i ragazzi hanno preferito il mare , quindi in Sila ci torniamo per qualche giorno in estate , per festeggiare il Capodanno o in inverno se i ragazzi decidono di andare a sciare.
Ieri abbiamo fatto una passeggiata a Villaggio Mancuso che è un posto fantastico, un posto che odora di favole.
Visita obbligatoria al "grand Hotel delle fate" , una struttura bellissima , tutta in legno in perfetta sintonia con l'ambiente circostante, l'albergo era il vanto della nostra Sila , purtroppo come tutte le cose belle da anni è stato abbandonato per fare posto a delle orribili costruzioni in cemento .
Tutt'intorno all'albergo ci sono delle casette in legno che per fortuna i privati stanno ristrutturando riportando la zona all'antico splendore
Una delle chiesette del villaggio
Un'altra meraviglia della nostra Sila è il Parco Nazionale che comprende 74000 ettari di aree protette, salvaguardando una ricchissima biodiversità, un patrimonio ambientale di immenso valore, una molteplicità di boschi, laghi, sentieri, nel verde di una montagna ancora incontaminata
l'uccellino in posa per la foto
il bambi in attesa della briciolina
l'immensità e la bellezza dei boschi e dei laghi
i percorsi segnati dalla Forestale
il giardino delle piante aromatiche e officinali
il museo
le voliere
Vi ho fatto vedere solo una piccolissima parte delle bellezze delle nostre montagne sconosciute a molti purtroppo anche calabresi questa è una parte della Sila Catanzarese, chiamata Sila piccola, ma c'è anche la Sila grande , la Cosentina della quale vi parlerò in un altro post.
Spero con le mie foto di avervi invogliato a fare una visita alle nostre montagne, ai nostri laghi alle meravigliose bellezze della Calabria.
venerdì 9 agosto 2013
PROBLEMA ANZIANI
Questa mattina ho aiutato una vecchietta a risalire dal mare, l'ho vista un poco affaticata, era scesa sulla spiaggia vestita di tutto punto, con il maglioncino nero manica lunga, voleva rinfrescarsi i piedi perchè soffriva di circolazione.
Era un po traballante è l'ho aiutata a tornare a casa, nel tragitto mi ha raccontato tutta la sua vita , un marito bravissimo, che suonava nella fanfara dei carabinieri, perso ormai da tredici anni, tre figli tutti sistemati e lei si era trasferita dalla figlia sposata.
Ho sentito che affannava e le ho chiesto "ma ha qualche problema con il cuore"? No mi ha risposto per fortuna con il cuore no.
ho la fibrillazione
ho pure quella macchinetta, come si chiama? Il pace maker? Si si mi risponde
e poi ho pure un'altra cosa però non mi ricordo come si chiama, praticamente ho tutto spastato da una parte.
Non ho ben capito che cosa volesse dire però ho voluto chiederle perché non si era fatta accompagnare da sua figlia, non ho voluto disturbare, mi risponde, perché stavano dormendo.
Queste cose mi fanno pensare, mi riportano alla memoria i miei vecchietti, gli errori commessi, le cose che avrei potuto fare per rendere la loro vecchiaia più accettabile, invece con la vita frenetica di tutti i giorni, lavoro ,casa , famiglia , non ho fatto proprio niente.
Non è facile assistere persone anziane, mi rendo conto che per le giovani famiglie si diventa un peso, i ragazzi sono già oppressi da mille problemi e dover gestire anche le persone anziane diventa problematico soprattutto se si è distanti e soprattutto se si ha a che fare con testardi che vogliono stare da soli perché sicuri di potercela fare, e finchè sono in due va ancora bene perché si accudiscono a vicenda ma quando uno dei due ci lascia e li che arrivano i veri problemi.
La frase più ricorrente è : "meglio lasciare gli anziani nella loro casa tra i loro ricordi"
non sono assolutamente d'accordo, mio padre è vissuto due anni dopo la morte di mia madre assistito, si fa per dire da badanti delle quali mi astengo dal fare qualsiasi commento, sappiate solo che il loro atteggiamento mi ha portato alla intolleranza totale nei confronti di una parte del genere umano.
La cosa che mi piacerebbe realizzare, tenuto conto che il problema fra qualche anno potrebbe interessare anche la sottoscritta ,sarebbe una casa albergo in cui riunire tanti vecchietti, naturalmente autosufficienti, che potessero continuare a gestire la loro vita in perfetta autonomia, in compagnia e con la possibilità di poter continuare ad occuparsi delle cose che facevano a casa loro.
Mi piacerebbe realizzare un laboratorio in cui ognuno di loro potesse leggere, dipingere, lavorare a maglia, cucire, sentire musica, dedicarsi all'orto, magari organizzare delle mostre con i lavori da loro prodotti, organizzare dei pranzetti preparati da loro e invitare i parenti .
Una casa in cui ogni persona potesse sentirsi libera di poter organizzare la propria vita come meglio crede in compagnia di altri simili con cui parlare, confrontarsi, ricordare la vita vissuta, senza vivere di rimpianti e di ricordi , ma continuando la propria esistenza nella serenità, sentendosi ancora utile e libera.

Questa mattina ho aiutato una vecchietta a risalire dal mare, l'ho vista un poco affaticata, era scesa sulla spiaggia vestita di tutto punto, con il maglioncino nero manica lunga, voleva rinfrescarsi i piedi perchè soffriva di circolazione.
Era un po traballante è l'ho aiutata a tornare a casa, nel tragitto mi ha raccontato tutta la sua vita , un marito bravissimo, che suonava nella fanfara dei carabinieri, perso ormai da tredici anni, tre figli tutti sistemati e lei si era trasferita dalla figlia sposata.
Ho sentito che affannava e le ho chiesto "ma ha qualche problema con il cuore"? No mi ha risposto per fortuna con il cuore no.
ho la fibrillazione
ho pure quella macchinetta, come si chiama? Il pace maker? Si si mi risponde
e poi ho pure un'altra cosa però non mi ricordo come si chiama, praticamente ho tutto spastato da una parte.
Non ho ben capito che cosa volesse dire però ho voluto chiederle perché non si era fatta accompagnare da sua figlia, non ho voluto disturbare, mi risponde, perché stavano dormendo.
Queste cose mi fanno pensare, mi riportano alla memoria i miei vecchietti, gli errori commessi, le cose che avrei potuto fare per rendere la loro vecchiaia più accettabile, invece con la vita frenetica di tutti i giorni, lavoro ,casa , famiglia , non ho fatto proprio niente.
Non è facile assistere persone anziane, mi rendo conto che per le giovani famiglie si diventa un peso, i ragazzi sono già oppressi da mille problemi e dover gestire anche le persone anziane diventa problematico soprattutto se si è distanti e soprattutto se si ha a che fare con testardi che vogliono stare da soli perché sicuri di potercela fare, e finchè sono in due va ancora bene perché si accudiscono a vicenda ma quando uno dei due ci lascia e li che arrivano i veri problemi.
La frase più ricorrente è : "meglio lasciare gli anziani nella loro casa tra i loro ricordi"
non sono assolutamente d'accordo, mio padre è vissuto due anni dopo la morte di mia madre assistito, si fa per dire da badanti delle quali mi astengo dal fare qualsiasi commento, sappiate solo che il loro atteggiamento mi ha portato alla intolleranza totale nei confronti di una parte del genere umano.
La cosa che mi piacerebbe realizzare, tenuto conto che il problema fra qualche anno potrebbe interessare anche la sottoscritta ,sarebbe una casa albergo in cui riunire tanti vecchietti, naturalmente autosufficienti, che potessero continuare a gestire la loro vita in perfetta autonomia, in compagnia e con la possibilità di poter continuare ad occuparsi delle cose che facevano a casa loro.
Mi piacerebbe realizzare un laboratorio in cui ognuno di loro potesse leggere, dipingere, lavorare a maglia, cucire, sentire musica, dedicarsi all'orto, magari organizzare delle mostre con i lavori da loro prodotti, organizzare dei pranzetti preparati da loro e invitare i parenti .
Una casa in cui ogni persona potesse sentirsi libera di poter organizzare la propria vita come meglio crede in compagnia di altri simili con cui parlare, confrontarsi, ricordare la vita vissuta, senza vivere di rimpianti e di ricordi , ma continuando la propria esistenza nella serenità, sentendosi ancora utile e libera.
mercoledì 31 luglio 2013
FIGLI SI , FIGLI NO
Penso di aver già scritto qualcosa sull'argomento ma è una cosa che mi sta molto a cuore, io non sopporto assolutamente il pianto dei bambini anche perché i motivi del nervosismo genitoriale sono quanto mai discutibili: " si torna dal mare stanchi, ci si vorrebbe riposare"
" si è nervosi con il coniuge che ha allungato gli occhietti sul bikini accanto", " il bimbo non vuole mangiare o non vuole andare a riposarsi perché preferisce giocare con gli amici".
Il mio villaggio è frequentato per la maggiorparte da famiglie con bimbi piccoli.
Ebbene quando incominciano ad arrivare queste persone, che siano turisti o gente del luogo è la fine della vacanza, nel villaggio si sentono pianti di bimbi e urla isteriche di mamme forsennate. Se adesso che sono in vacanza sono cosi isteriche che succede in inverno quando iniziano tutte le altre attività?
E allora mi chiedo è necessario mettere al mondo bambini?
La risposta non è assolutamente facile.
La maternità è una cosa bellissima, e i figli sono una grazia del Signore ma non sono sempre rose e fiori.
Mettere al mondo un figlio deve essere una scelta consapevole fatta da ambedue i coniugi, vi dico la verità, personalmente per tutte le aberrazioni che vedo in giro farei fare ai futuri genitori un periodo di prova ,come si fa ormai anche prima del matrimonio.
Farei stare i due coniugi a contatto con un bambino per un certo periodo, perché possano capire le problematiche a cui vanno incontro e quindi essere perfettamente consapevoli nel momento in cui decideranno di avere un bimbo, decisione che deve essere presa da ambedue i coniugi, i figli non sono solo della mamma, il papà deve fare la sua parte.
Dalle mie parti , quando gli sposi ritornano dal viaggio di nozze, ci sono le varie visite degli amici, parenti, i vari compari che ti scrutano per trovare qualche segno particolare ,qualche indizio, quindi lanciano la fatidica domanda: Novità?
Sarebbe folle pensare di mettere al mondo un figlio solo perché è quello che gli altri si aspettano, come sarebbe sbagliato fare un figlio nella speranza che dia un senso a una vita vuota senza interessi ,oppure il classico bastone per la vecchiaia.
Avere un bambino significa crescere e amare una persona che ha il suo carattere, i suoi desideri, i suoi bisogni le sue esigenze tutte cose che è impossibile programmare in anticipo.
Scegliere di diventare genitore è una sfida dalla quale non si torna indietro, un figlio è per sempre.
I figli hanno bisogno dell'amore dei genitori, del loro tempo, di stabilità e di cure. questo comporta delle rinunce da parte dei genitori, ma non vuol dire che i genitori devono rinunciare al lavoro , agli svaghi , no devono solo capire quando è il caso di fermarsi .
Fino a qualche anno fa si facevano bambini con tranquillità, io stessa ne ho avuti 4, adesso con un solo figlio ,le mamme sono stanche , esaurite , non ce la fanno a stare dietro al lavoro e al figlio contemporaneamente.
Dovrei pensare che le nuove generazioni sono più deboli di carattere e anche di salute, per esempio io non sono mancata un giorno dall'ufficio durante la gravidanza,invece delle mie conoscenze ,ragazze anche più giovani e più intraprendenti lo stesso giorno del test erano già in gravidanza a rischio.
Eravamo più forti noi ,vecchia generazione, più accomodanti, più rinunciatari, adesso invece la nuova generazione vuole tutto, una vita gestita con molta libertà e senza troppi vincoli, senza fare alcuna rinuncia, le parole rinuncia, sacrificio sono abolite dal nuovo vocabolario.

Penso di aver già scritto qualcosa sull'argomento ma è una cosa che mi sta molto a cuore, io non sopporto assolutamente il pianto dei bambini anche perché i motivi del nervosismo genitoriale sono quanto mai discutibili: " si torna dal mare stanchi, ci si vorrebbe riposare"
" si è nervosi con il coniuge che ha allungato gli occhietti sul bikini accanto", " il bimbo non vuole mangiare o non vuole andare a riposarsi perché preferisce giocare con gli amici".
Il mio villaggio è frequentato per la maggiorparte da famiglie con bimbi piccoli.
Ebbene quando incominciano ad arrivare queste persone, che siano turisti o gente del luogo è la fine della vacanza, nel villaggio si sentono pianti di bimbi e urla isteriche di mamme forsennate. Se adesso che sono in vacanza sono cosi isteriche che succede in inverno quando iniziano tutte le altre attività?
E allora mi chiedo è necessario mettere al mondo bambini?
La risposta non è assolutamente facile.
La maternità è una cosa bellissima, e i figli sono una grazia del Signore ma non sono sempre rose e fiori.
Mettere al mondo un figlio deve essere una scelta consapevole fatta da ambedue i coniugi, vi dico la verità, personalmente per tutte le aberrazioni che vedo in giro farei fare ai futuri genitori un periodo di prova ,come si fa ormai anche prima del matrimonio.
Farei stare i due coniugi a contatto con un bambino per un certo periodo, perché possano capire le problematiche a cui vanno incontro e quindi essere perfettamente consapevoli nel momento in cui decideranno di avere un bimbo, decisione che deve essere presa da ambedue i coniugi, i figli non sono solo della mamma, il papà deve fare la sua parte.
Dalle mie parti , quando gli sposi ritornano dal viaggio di nozze, ci sono le varie visite degli amici, parenti, i vari compari che ti scrutano per trovare qualche segno particolare ,qualche indizio, quindi lanciano la fatidica domanda: Novità?
Sarebbe folle pensare di mettere al mondo un figlio solo perché è quello che gli altri si aspettano, come sarebbe sbagliato fare un figlio nella speranza che dia un senso a una vita vuota senza interessi ,oppure il classico bastone per la vecchiaia.
Avere un bambino significa crescere e amare una persona che ha il suo carattere, i suoi desideri, i suoi bisogni le sue esigenze tutte cose che è impossibile programmare in anticipo.
Scegliere di diventare genitore è una sfida dalla quale non si torna indietro, un figlio è per sempre.
I figli hanno bisogno dell'amore dei genitori, del loro tempo, di stabilità e di cure. questo comporta delle rinunce da parte dei genitori, ma non vuol dire che i genitori devono rinunciare al lavoro , agli svaghi , no devono solo capire quando è il caso di fermarsi .
Fino a qualche anno fa si facevano bambini con tranquillità, io stessa ne ho avuti 4, adesso con un solo figlio ,le mamme sono stanche , esaurite , non ce la fanno a stare dietro al lavoro e al figlio contemporaneamente.
Dovrei pensare che le nuove generazioni sono più deboli di carattere e anche di salute, per esempio io non sono mancata un giorno dall'ufficio durante la gravidanza,invece delle mie conoscenze ,ragazze anche più giovani e più intraprendenti lo stesso giorno del test erano già in gravidanza a rischio.
Eravamo più forti noi ,vecchia generazione, più accomodanti, più rinunciatari, adesso invece la nuova generazione vuole tutto, una vita gestita con molta libertà e senza troppi vincoli, senza fare alcuna rinuncia, le parole rinuncia, sacrificio sono abolite dal nuovo vocabolario.
martedì 30 luglio 2013
A LOURDES DOPO 36 ANNI
Nei giorni scorsi sono ritornata a Lourdes , questa volta come semplice pellegrina.
Mancavo dal Santuario da 36 anni , l'ultima volta sono andata quando il mio primogenito aveva 1 anno.
Ero una ragazza andavo a Lourdes con L'Unitalsi e prestavo il mio servizio presso le piscine, sono stati quattro anni bellissimi, pieni di umanità, ho fatto tante esperienze, ho condiviso tanti problemi, ho visto le miserie del mondo , le sofferenze della gente , ma ho visto anche tanta serenità negli occhi della gente, tanta rassegnazione ,tanta accettazione della propria situazione.
L'ultimo anno sono incappata in qualcosa più grande di me, mi sono trovata davanti alla sofferenza dei più piccoli, dei bimbi indifesi , è stata una sofferenza indicibile, mi ricordo che ho pianto per mesi, guardavo mio figlio e piangevo.
Non sono più riuscita ad andare a Lourdes, sia perché avevo cominciato a lavorare, poi l'impegno con la famiglia, ma Lourdes mi era rimasta nel cuore.
Finalmente, grazie all'insistenza di mio fratello ho fatto il mio ritorno alla Grotta questa volta come semplice pellegrina, ma è stato solo l'inizio di una lunga serie di viaggi che spero di poter fare , questa volta però per portare il mio aiuto alla gente che soffre.
Chi non è mai andata a Lourdes non può capire che cosa si prova stando davanti alla Grotta, è una sensazione indicibile, inspiegabile, ti pervade un senso di pace, di serenità, ti dimentichi di tutti i problemi che per quanto gravi possano essere sono una goccia rispetto ai veri problemi della gente , dei milioni di ammalati anche gravi che trovi invece sereni e sorridenti .
A Lourdes incontri una marea di gente di nazionalità di diversa, di cultura diversa, anche di religione diversa.
Sono vari i motivi che spingono a visitare Lourdes , curiosità, fede, turismo, amore per il prossimo, ad ognuno Lourdes lascia qualcosa, nessuno resta indifferente dopo un viaggio in questo posto meraviglioso.
Naturalmente il paese è tutta un altra cosa, pervade il consumismo sfrenato, è un paese come tanti altri pieno di negozietti, alberghi, anche se in questo periodo parecchi sono chiusi a causa dell'alluvione, è inutile dire che gli abitanti di Lourdes hanno sfruttato la situazione, forse non si rendono nemmeno conto della fortuna che hanno avuto, ma varcando il cancello che ti porta alla Grotta, ti lasci il mondo alle spalle e pur trovandoti insieme a una moltitudine di gente ti pervade un senso di pace e tranquillità, è come se fossi tu solo davanti alla Madonna.
Qualcuno ha detto che Lourdes è un luogo triste perché frequentato da tanti ammalati tristi che sono li per chiedere la guarigione.
Vi posso assicurare che io non ho visto ammalati tristi, anzi vi dirò, molto spesso sono loro a dare speranza a noi cosiddetti "sani" afflitti da mille problemi e scontenti del mondo intero,
"a Lourdes non ho visto sofferenza, ma speranza, serenità, voglia di aggrapparsi alla vita, con tutti i disagi e le limitazioni. Ho visto la grande motivazione a non arrendersi e a prendere quanto di meglio la vita sta offrendo "

Nei giorni scorsi sono ritornata a Lourdes , questa volta come semplice pellegrina.
Mancavo dal Santuario da 36 anni , l'ultima volta sono andata quando il mio primogenito aveva 1 anno.
Ero una ragazza andavo a Lourdes con L'Unitalsi e prestavo il mio servizio presso le piscine, sono stati quattro anni bellissimi, pieni di umanità, ho fatto tante esperienze, ho condiviso tanti problemi, ho visto le miserie del mondo , le sofferenze della gente , ma ho visto anche tanta serenità negli occhi della gente, tanta rassegnazione ,tanta accettazione della propria situazione.
L'ultimo anno sono incappata in qualcosa più grande di me, mi sono trovata davanti alla sofferenza dei più piccoli, dei bimbi indifesi , è stata una sofferenza indicibile, mi ricordo che ho pianto per mesi, guardavo mio figlio e piangevo.
Non sono più riuscita ad andare a Lourdes, sia perché avevo cominciato a lavorare, poi l'impegno con la famiglia, ma Lourdes mi era rimasta nel cuore.
Finalmente, grazie all'insistenza di mio fratello ho fatto il mio ritorno alla Grotta questa volta come semplice pellegrina, ma è stato solo l'inizio di una lunga serie di viaggi che spero di poter fare , questa volta però per portare il mio aiuto alla gente che soffre.
Chi non è mai andata a Lourdes non può capire che cosa si prova stando davanti alla Grotta, è una sensazione indicibile, inspiegabile, ti pervade un senso di pace, di serenità, ti dimentichi di tutti i problemi che per quanto gravi possano essere sono una goccia rispetto ai veri problemi della gente , dei milioni di ammalati anche gravi che trovi invece sereni e sorridenti .
A Lourdes incontri una marea di gente di nazionalità di diversa, di cultura diversa, anche di religione diversa.
Sono vari i motivi che spingono a visitare Lourdes , curiosità, fede, turismo, amore per il prossimo, ad ognuno Lourdes lascia qualcosa, nessuno resta indifferente dopo un viaggio in questo posto meraviglioso.
Naturalmente il paese è tutta un altra cosa, pervade il consumismo sfrenato, è un paese come tanti altri pieno di negozietti, alberghi, anche se in questo periodo parecchi sono chiusi a causa dell'alluvione, è inutile dire che gli abitanti di Lourdes hanno sfruttato la situazione, forse non si rendono nemmeno conto della fortuna che hanno avuto, ma varcando il cancello che ti porta alla Grotta, ti lasci il mondo alle spalle e pur trovandoti insieme a una moltitudine di gente ti pervade un senso di pace e tranquillità, è come se fossi tu solo davanti alla Madonna.
Qualcuno ha detto che Lourdes è un luogo triste perché frequentato da tanti ammalati tristi che sono li per chiedere la guarigione.
Vi posso assicurare che io non ho visto ammalati tristi, anzi vi dirò, molto spesso sono loro a dare speranza a noi cosiddetti "sani" afflitti da mille problemi e scontenti del mondo intero,
"a Lourdes non ho visto sofferenza, ma speranza, serenità, voglia di aggrapparsi alla vita, con tutti i disagi e le limitazioni. Ho visto la grande motivazione a non arrendersi e a prendere quanto di meglio la vita sta offrendo "
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