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domenica 6 ottobre 2013

VIAGGIO CON TRENITALIA

L'altro giorno sono andata a Roma per fare una visitina alle mie dottoresse.

Naturalmente viaggio in freccia anche perché non abbiamo in realtà molta scelta e io sono anche fortunata perché le frecce ,e altrimenti perché chiamarle frecce, fanno  solo pochissime  fermate.

Questo post è rivolto  naturalmente ai calabresi perché il resto d'Italia non credo che ha avuto l'onore di avere i treni che Trenitalia ha propinato e continua a propinare al Sud.

Vi ricordate i treni notte? Io si, erano treni lunghissimi, partivano la sera dal sud per arrivare in tarda mattinata a Torino, praticamente, bene che ti andava, il viaggio durava almeno quindici  ore di scomodità inaudita.

Non c'era la prenotazione obbligatoria, quindi se il treno aveva una capienza di 500 persone, ne salivano mille, naturalmente chi aveva la prenotazione era   privilegiato , doveva pretendere il posto a sedere,   gli altri che avevano pagato lo stesso prezzo rimanevano in piedi.

Si viaggiava stipati come sardine, c'erano valigie dappertutto, gli immancabili scatoloni legati con lo spago pieni della qualsiasi e si perché noi calabresi il vizietto di caricarci delle mille diavolerie non l'abbiamo ancora perso.

I corridoi del treno erano pieni di gente in piedi, seduti sulle valige e chi era più fortunato si sedeva su specie di trespoli di legno  che si trovavano nei corridoi.
Appena ti alzavi quei terribili marchingegni si richiudevano e dovevi stare attento a non allontanarti perché c'era subito chi ti sostituiva con la velocità della luce.

E le cuccette? ve le ricordate? un vero scempio, c'erano vagoni con sei cuccette, immaginate un pochino che simpatia trascorrere una notte intera con gente che voleva dormire, altri volevano leggere, chi voleva la luce chiusa e chi lasciava la piletta  accesa, per non parlare dei vari odori di zagara quando per salire sulle cuccette ci si doveva togliere le scarpe, se poi si decideva di chiudere la porta era veramente un suicidio.

Eppure quando il treno si fermava nelle stazioni a partire da Roma in su la visione cambiava, c'erano dei mezzi puliti con sedili comodi ,la situazione era totalmente diversa, la luce dei vagoni era accesa quindi si intravedevano le carrozze eleganti, la gente seduta comodamente , non c'erano obiezioni da fare.

Adesso la musica è cambiata, i treni notte, almeno quei carri bestiame , penso non ci siano più, adesso abbiamo le frecce, rosse ,bianche ma sempre di seconda o terza mano.

Praticamente i treni che nessuno vuole, quelli  che devono essere dismessi li portano al sud.

Questi treni, a parte vecchiume, hanno delle grosse deficienze, perché le valigie degli italiani sono cambiate, non ci sono più i borsoni, le valigette, no, ci sono delle case che ci portiamo dietro e che non entrano assolutamente su quei loculi disposti da Trenitalia su queste famose frecce, quindi anche qua i treni si riempiono di valigie che i viaggiatori non sanno dove mettere.

Per non parlare dei sistemi di climatizzazione  , se ti viene il desiderio di andare a comprarti qualcosa al bar e sei all'ultima carrozza, devi programmarti di vestirti a cipolla, parti dal tuo scompartimento che fa quasi freddo, arrivi nell'altro che ci sono quaranta gradi e ti devi spogliare, nel successivo ti devi rivestire perché fa di nuovo freddo , e questo non perché ci sono viaggiatori che vogliono stare al caldo e altri al freddo, no, è solo che  questi marchingeni non funzionano o funzionano male .

E vogliamo parlare dei bagni? su nove carrozze ne funzionano al massimo tre che alla fine del viaggio diventano veramente impraticabili.

Io ho cercato di descrivere,  il viaggio in treni a lunga percorrenza,      senza riuscirci al meglio, perché in alcuni casi la realtà supera la fantasia,   per i treni locali ci vorrebbe un volume a parte.

Eppure i calabresi il biglietto lo pagano per intero, non abbiamo sconti ne facilitazioni e allora chiedo alle auguste ferrovie dello Stato , perché questo trattamento da terzo mondo?