Finalmente è arrivato il periodo delle fave che per me sono una squisitezza.
Questo legume era largamente utilizzato fin dall'antichità. Era particolarmente apprezzato dai Romani che, secondo una ricetta del celebre gastronomo di età imperiale Apicio, erano soliti consumarle con uova, miele e pepe, accompagnate da ebe e intingoli.
Arriva da un lontano passato anche la tradizione di festeggiare il primo maggio gustando fave e pecorino con pane rustico, come si fa tuttora in buona parte della Toscana e non solo.
Hanno un buon mix di nutrienti che lo rendono uno dei legumi più bilanciati sul piano nutrizionale e uno tra i meni calorici. Garantiscono proteine, zuccheri, fibre, minerali e vitamine del gruppo C , fornendo appena 41 calorie per etto.
Si possono preparare innumerevoli piatti con le fave , questa sera vi do la ricetta della vellutata che è davvero superba.
Per 4 persone
400 gr. di fave sgusciate
250 cl di latte
1 cucchiaio di farina bianca
1/2 bicchiere di panna da cucina
sale
Fate lessare le fave per 30 minuti. Frullatele insieme al latte , la farina e un quarto della loro acqua di cottura.
Mettete il passato in una pentola , fatela addensare sul fuoco, unite la panna, aggiustate di sale e mescolate bene.
Spolverate con curcuma e servite con crostini di pane
domenica 23 marzo 2014
sabato 22 marzo 2014
DELIZIE AL LIMONE
Oggi ho provato a fare dei dolcetti al limone gustosissimi.
E' una ricetta molto semplice e veloce , forse la forma non è perfetta ma il sapore è assicurato.
Sono ottimi per la merenda dei vostri bambini, come dessert o biscottini per il tè da assaporare con i vostri amici.
Gli ingredienti sono
120 gr di zucchero
100 gr. di burro (sciolto a temperatura ambiente)
270 gr. di farina
1 uovo
il succo e la buccia grattugiata di un limone
1 cucchiaino di lievito Pane degli Angeli
Impastare il tutto, formare delle palline e immergere solo la parte superiore della pasta prima nello zucchero normale e poi nello zucchero a velo.
Mettere i biscottini su una teglia foderata di carta forno e infornare per 30 minuti a 150°
E' una ricetta molto semplice e veloce , forse la forma non è perfetta ma il sapore è assicurato.
Sono ottimi per la merenda dei vostri bambini, come dessert o biscottini per il tè da assaporare con i vostri amici.
Gli ingredienti sono
120 gr di zucchero
100 gr. di burro (sciolto a temperatura ambiente)
270 gr. di farina
1 uovo
il succo e la buccia grattugiata di un limone
1 cucchiaino di lievito Pane degli Angeli
Impastare il tutto, formare delle palline e immergere solo la parte superiore della pasta prima nello zucchero normale e poi nello zucchero a velo.
Mettere i biscottini su una teglia foderata di carta forno e infornare per 30 minuti a 150°
lunedì 17 marzo 2014
GELATINA DI ARANCE FARCITA
Le arance si sa sono una fonte inesauribile di vitamine, sopratutto vitamina C.
Hanno proprietà drenanti, antinfiammatorie, aiutano a controllare la fame.
Sono un'ottima fonte di antiossidanti, che oltre a contrastare l'invecchiamento cellulare causato dai radicali liberi, contribuiscono a rendere più forte il sistema immunitario.
Io Amo gli agrumi, ne faccio grande uso.
Oggi provo a darvi la gelatina di arance farcita
Gli ingredienti sono:
750 ml di spremuta di arance filtrata
6 cucchiai di zucchero
6 fogli di gelatina cammeo
mandorle
1 banana
Mettere in ammollo la gelatina per 10 minuti
Spremere le arance e filtrarle
Tagliuzzare grossolanamente le mandorle
Sciogliere sul fuoco la spremuta d'arancia con lo zucchero, aggiungere la gelatina ben strizzata per qualche minuto senza farla bollire.
Fare raffreddare per 2 minuti , quindi versare parte del succo in uno stampo leggermente bagnato , poggiare sopra le mandorle tagliuzzate e la banana tagliata a fette e aggiungere sopra il rimanente succo d'arancia.
Quindi mettere in frigo e fare rapprendere.
Capovolgere su un piatto rotondo e servire .
Non ci crederete ma la mia gelatina è andata a ruba, sono rimaste sole due fettine ma non per molto.
Hanno proprietà drenanti, antinfiammatorie, aiutano a controllare la fame.
Sono un'ottima fonte di antiossidanti, che oltre a contrastare l'invecchiamento cellulare causato dai radicali liberi, contribuiscono a rendere più forte il sistema immunitario.
Io Amo gli agrumi, ne faccio grande uso.
Oggi provo a darvi la gelatina di arance farcita
Gli ingredienti sono:
750 ml di spremuta di arance filtrata
6 cucchiai di zucchero
6 fogli di gelatina cammeo
mandorle
1 banana
Mettere in ammollo la gelatina per 10 minuti
Spremere le arance e filtrarle
Tagliuzzare grossolanamente le mandorle
Sciogliere sul fuoco la spremuta d'arancia con lo zucchero, aggiungere la gelatina ben strizzata per qualche minuto senza farla bollire.
Fare raffreddare per 2 minuti , quindi versare parte del succo in uno stampo leggermente bagnato , poggiare sopra le mandorle tagliuzzate e la banana tagliata a fette e aggiungere sopra il rimanente succo d'arancia.
Quindi mettere in frigo e fare rapprendere.
Capovolgere su un piatto rotondo e servire .
Non ci crederete ma la mia gelatina è andata a ruba, sono rimaste sole due fettine ma non per molto.
domenica 16 marzo 2014
DOLCE DI MELE E AMARETTI
Vogliamo difendere la nostra salute? Consumiamo molte mele nei mesi invernali. Crude, cotte, meringate, sciroppate, al forno, esse hanno una grande importanza nella nostra alimentazione e si prestano meravigliosamente nella preparazione di tanti dolci casalinghi.
Non per niente il proverbio dice: una mela al giorno toglie il medico di torno
Oggi vi do la ricetta del dolce di mele e amaretti
Ingredienti:
Tre mele
300 gr. di farina
200 gr. di zucchero
80 gr. di burro
100 gr. di amarettti
3 uova
latte
1 limone
1 bustina di lievito
sale
Versate la farina in un recipiente insieme al burro ammorbidito, un pizzico di sale , 100 gr di zucchero, la scorza grattugiata di un limone, il lievito sciolto a parte in poco latte tiepido e 1 uovo.
Impastate bene con le fruste, versate la pasta sul fondo di una tortiera precedentemente imburrata , e aiutandovi con una spatola stendete la pasta ricoprendo il fondo e i bordi dello stampo.
Sbucciate le mele, tagliatele a fette , disponetele sulla pasta, spolverizzate con un po di zucchero e con gli amaretti ridotti in polvere.
A parte sbattete i tuorli delle due uova con il rimanente zucchero e le chiare a neve.
Incorporate il tutto, mescolando piano piano con un cucchiaio di legno, e versate il composto sulle mele.
Mettete la torta in forno a 180° e lasciatela per 45 minuti.
Quando la torta sarà cotta, staccatela dalle pareti e capovolgetela ancora calda su un piatto, fatela raffreddare e gustatela come dessert o come merenda per i vostri bimbi.
Versate la farina in un recipiente insieme al burro ammorbidito, un pizzico di sale , 100 gr di zucchero, la scorza grattugiata di un limone, il lievito sciolto a parte in poco latte tiepido e 1 uovo.
Impastate bene con le fruste, versate la pasta sul fondo di una tortiera precedentemente imburrata , e aiutandovi con una spatola stendete la pasta ricoprendo il fondo e i bordi dello stampo.
Sbucciate le mele, tagliatele a fette , disponetele sulla pasta, spolverizzate con un po di zucchero e con gli amaretti ridotti in polvere.
A parte sbattete i tuorli delle due uova con il rimanente zucchero e le chiare a neve.
Incorporate il tutto, mescolando piano piano con un cucchiaio di legno, e versate il composto sulle mele.
Mettete la torta in forno a 180° e lasciatela per 45 minuti.
Quando la torta sarà cotta, staccatela dalle pareti e capovolgetela ancora calda su un piatto, fatela raffreddare e gustatela come dessert o come merenda per i vostri bimbi.
venerdì 14 marzo 2014
VELLUTATA DI ZUCCA
E' davvero magica la zucca, capace di sorprendere e trasformarsi, proprio come nelle favole, specialmente quando si usa in cucina, nelle ricette più disparate, a prova di linea.
Rotonda o allungata, liscia o bitorsoluta, gialla o verde, di zucche ce ne sono centinaia di varietà.
E' delicata e poco calorica , la zucca si accosta facilmente a tanti ingredienti ed è adatta per numerose preparazioni: zuppe, ravioli, torte salate, creme, budini, dessert. Si può arrostire, grigliare,lessare, friggere, cuocere al vapore.
Sono buoni anche i fiori fritti , i semi tostati, e la buccia marinata.
Oggi vi do la ricetta della vellutata di zucca
Per 4 persone
1 cipolla
1 spicchio di aglio
1 gambo di sedano
500 gr. di zucca
1 patata
brodo vegetale
10 castagne
olio extra vergine, sale
parmigiano grattugiato
Bollite le castagne (questo non è periodo di castagne, quindi ho comperato le castagne secche e le ho fatte bollire)
Fate rosolare 1 cipolla, 1 spicchio di aglio e il sedano in olio extra vergine.
Unite la zucca e la patata tagliate a pezzetti e fate bollire con mezzo litro di brodo vegetale.
Cuocete per 30 minuti, aggiungete le castagne e tenete sul fuoco ancora per qualche minuto.
Frullate il tutto e fate addensare sul fuoco
Salate, decorate con pezzetti di castagna, e una spolverata di parmigiano e servite calda
Vi posso assicurare che è veramente una bontà
Rotonda o allungata, liscia o bitorsoluta, gialla o verde, di zucche ce ne sono centinaia di varietà.
E' delicata e poco calorica , la zucca si accosta facilmente a tanti ingredienti ed è adatta per numerose preparazioni: zuppe, ravioli, torte salate, creme, budini, dessert. Si può arrostire, grigliare,lessare, friggere, cuocere al vapore.
Sono buoni anche i fiori fritti , i semi tostati, e la buccia marinata.
Oggi vi do la ricetta della vellutata di zucca
Per 4 persone
1 cipolla
1 spicchio di aglio
1 gambo di sedano
500 gr. di zucca
1 patata
brodo vegetale
10 castagne
olio extra vergine, sale
parmigiano grattugiato
Bollite le castagne (questo non è periodo di castagne, quindi ho comperato le castagne secche e le ho fatte bollire)
Fate rosolare 1 cipolla, 1 spicchio di aglio e il sedano in olio extra vergine.
Unite la zucca e la patata tagliate a pezzetti e fate bollire con mezzo litro di brodo vegetale.
Cuocete per 30 minuti, aggiungete le castagne e tenete sul fuoco ancora per qualche minuto.
Frullate il tutto e fate addensare sul fuoco
Salate, decorate con pezzetti di castagna, e una spolverata di parmigiano e servite calda
Vi posso assicurare che è veramente una bontà
giovedì 13 marzo 2014
IL PEPERONCINO CHE FA BENE
Il peperoncino rosso piccante appartiene alla famiglia della Solanacee, la stessa della patata, pomodori, melanzane.
Questa famiglia, a sua volta comprende 85 generi e addirittura 2200 specie.
Il peperoncino era già conosciuto e coltivato in Messico e in Cile da almeno 5000 anni prima di Cristo.
Arriva da noi grazie a Cristoforo Colombo, lui cercava una nuova via delle spezie e invece trovò i luoghi del peperoncino.
Furono gli Spagnoli a diffonderlo sperando di ottenere ingenti guadagni dal commercio della polvere ricavata dalla macinazione della pianta, considerata all'epoca alla stessa stregua di una spezie preziosa.
Infatti il chile o cili , che è il nome che fu dato all'epoca alla spezie, ebbe un successo immediato ma le aspettative di guadagno dei Reali rimasero deluse, perchè la pianta si acclimatò benissimo nel vecchio continente , si ambientò sia in Europa che in Africa .
La sua fortuna è dovuta al fatto che si produce facilmente, si coltiva con molta facilità ,cresce in tutti i posti e si modifica in specie di varia forma e piccantezza.
Il peperoncino è senza dubbio un alimento che non conosce mezze misure : o lo si ama o lo si odia.
Eppure è talmente ricco di proprietà benefiche che varrebbe la pena sopportare il pizzicore che provoca a contatto con le labbra.
La caratteristica più evidente di questa spezie è il bruciore intenso che provoca alle mucose dovuto alla presenza di un alcaloide : la capsaicina.
Esiste addirittura un'unità di misura che indica la piccantezza dei peperoncini che è chiamata "unità Scoville". Per esempio il peperone dolce ha zero unità Scoville , i jalapenos ,tipici peperoni originari del Messico hanno da 3000 a 6000 Scoville , mentre gli habanero, coltivati nello Yucatan arrivano fino a 300000 unità Scoville.
Il peperoncino è povero di calorie ma è ricchissimo di vitamina C (prezioso antibatterico) E (antiossidante in grado di combattere l'azione dei radicali liberi) e A .
Perché molte persone adorano il peperoncino nonostante l'intenso bruciore che provoca?
Pare che a questa domanda ci sia una spiegazione genetica: si tratterebbe di una evoluzione genetico-culturale attuato a livello di popolazioni che hanno imparato a tollerare il bruciore provocato dal peperoncino per beneficiare di alcune sue virtù utili nel loro ambiente di vita.
Non a caso sono i popoli che vivono nei climi caldi che fanno uso del peperoncino sfruttando la sua valenza fortemente antibatterica.
I popoli del Nord, invece non usano ne sanno reggere il peperoncino.
Si ritiene inoltre che siano molti gli effetti benefici prodotti sulla salute umana, purchè usati con moderazione e in assenza di problemi gastrointestinali.
Il peperoncino provoca una vasodilatazione quindi contribuisce ad abbassare la pressione sanguigna.
Stimola la circolazione, recenti studi hanno evidenziato la sua efficacia nel tenere sotto controllo il livello di colesterolo e trigliceridi.
E' un potente antibatterico
Stimola la produzione di muco per cui è un ottimo espettorante
Stimola la produzione di succhi gastrici
Coltivare piantine di peperoncino non è difficile neppure se si abita in una grande città. Il periodo più adatto è Gennaio Febbraio nel Sud Italia e Marzo Aprile nel centro Nord.
Per conservarli in inverno è opportuno farli seccare lasciandoli al sole per una settimana circa.
Io amo il piccante, quindi i peperoncini sono la mia passione, nel mio piccolo giardino ho molte varietà di peperoncino, quelli che non vengono utilizzati in estate, li faccio essiccare al sole e li conservo in barattoli da utilizzare durante l'inverno.
ora vi presento una parte del mio parco peperoncini, freschi, in polvere, macinati, sott'olio, una vera bontà
E a voi piace il piccante?
Questa famiglia, a sua volta comprende 85 generi e addirittura 2200 specie.
Il peperoncino era già conosciuto e coltivato in Messico e in Cile da almeno 5000 anni prima di Cristo.
Arriva da noi grazie a Cristoforo Colombo, lui cercava una nuova via delle spezie e invece trovò i luoghi del peperoncino.
Furono gli Spagnoli a diffonderlo sperando di ottenere ingenti guadagni dal commercio della polvere ricavata dalla macinazione della pianta, considerata all'epoca alla stessa stregua di una spezie preziosa.
Infatti il chile o cili , che è il nome che fu dato all'epoca alla spezie, ebbe un successo immediato ma le aspettative di guadagno dei Reali rimasero deluse, perchè la pianta si acclimatò benissimo nel vecchio continente , si ambientò sia in Europa che in Africa .
La sua fortuna è dovuta al fatto che si produce facilmente, si coltiva con molta facilità ,cresce in tutti i posti e si modifica in specie di varia forma e piccantezza.
Il peperoncino è senza dubbio un alimento che non conosce mezze misure : o lo si ama o lo si odia.
Eppure è talmente ricco di proprietà benefiche che varrebbe la pena sopportare il pizzicore che provoca a contatto con le labbra.
La caratteristica più evidente di questa spezie è il bruciore intenso che provoca alle mucose dovuto alla presenza di un alcaloide : la capsaicina.
Esiste addirittura un'unità di misura che indica la piccantezza dei peperoncini che è chiamata "unità Scoville". Per esempio il peperone dolce ha zero unità Scoville , i jalapenos ,tipici peperoni originari del Messico hanno da 3000 a 6000 Scoville , mentre gli habanero, coltivati nello Yucatan arrivano fino a 300000 unità Scoville.
Il peperoncino è povero di calorie ma è ricchissimo di vitamina C (prezioso antibatterico) E (antiossidante in grado di combattere l'azione dei radicali liberi) e A .
Perché molte persone adorano il peperoncino nonostante l'intenso bruciore che provoca?
Pare che a questa domanda ci sia una spiegazione genetica: si tratterebbe di una evoluzione genetico-culturale attuato a livello di popolazioni che hanno imparato a tollerare il bruciore provocato dal peperoncino per beneficiare di alcune sue virtù utili nel loro ambiente di vita.
Non a caso sono i popoli che vivono nei climi caldi che fanno uso del peperoncino sfruttando la sua valenza fortemente antibatterica.
I popoli del Nord, invece non usano ne sanno reggere il peperoncino.
Si ritiene inoltre che siano molti gli effetti benefici prodotti sulla salute umana, purchè usati con moderazione e in assenza di problemi gastrointestinali.
Il peperoncino provoca una vasodilatazione quindi contribuisce ad abbassare la pressione sanguigna.
Stimola la circolazione, recenti studi hanno evidenziato la sua efficacia nel tenere sotto controllo il livello di colesterolo e trigliceridi.
E' un potente antibatterico
Stimola la produzione di muco per cui è un ottimo espettorante
Stimola la produzione di succhi gastrici
Coltivare piantine di peperoncino non è difficile neppure se si abita in una grande città. Il periodo più adatto è Gennaio Febbraio nel Sud Italia e Marzo Aprile nel centro Nord.
Per conservarli in inverno è opportuno farli seccare lasciandoli al sole per una settimana circa.
Io amo il piccante, quindi i peperoncini sono la mia passione, nel mio piccolo giardino ho molte varietà di peperoncino, quelli che non vengono utilizzati in estate, li faccio essiccare al sole e li conservo in barattoli da utilizzare durante l'inverno.
ora vi presento una parte del mio parco peperoncini, freschi, in polvere, macinati, sott'olio, una vera bontà
E a voi piace il piccante?
lunedì 10 marzo 2014
RAVIOLI RICOTTA SPINACI E MANDORLE CON FONDUTA DI CASTELMAGNO
Domenica, giorno festivo ho deciso di preparare i ravioli nonostante la dieta.
A me questo piatto piace molto , spesso a casa compriamo i ravioli, devo dire che alcune marche fanno un buon prodotto ma sono pur sempre lavorazioni industriali e allora perchè non provare a farli a casa?
Secondo me, se una cosa si vuole veramente , con la buona volontà si ottiene ed allora vi presento i miei ravioli
Adesso vi spiego il procedimento e vi fornisco di seguito gli ingredienti
Per 4 persone
Per la pasta Per il ripieno
200 gr. di farina 00 200 gr. di spinaci
100 gr. di semola 200 gr di ricotta
3 uova 80 gr. di mandorle
1 cucchiaino di olio 80 gr. di parmigiano
aglio, olio extra vergine
Ho preparato la pasta cosi come specificato nel precedente post (http://annamammadelsud.blogspot.it/2014/02/tagliatelle-al-ragu.html)
c'è una leggera variazione negli ingredienti ma il procedimento è sempre lo stesso.
Con la pasta ho formato una palla che ho messo a riposare in un recipiente per una mezz'ora coperta con un canovaccio.
Nel frattempo ho preparato il ripieno
In una padella ho fatto rosolare le mandorle tagliate grossolanamente con un po di olio e uno spicchio di aglio
A parte ho cotto gli spinaci con un po di olio, li ho fatti asciugare bene quindi li ho incorporati alle mandorle insieme a metà del parmigiano e alla ricotta .
Ho steso la pasta a strisce sottili e su ognuna ho messo il ripieno a mucchietto
quindi ho coperto con un'altra striscia di pasta e ho ritagliato i ravioli aiutandomi con una tazzina.
e il risultato non è stato niente male.
e per il condimento?
per evitare il solito ragù ho preparato una salsina di castelmagno
In una pentola ho stemperato due cucchiai colmi di Maizena in un poco di latte freddo , ho mescolato bene e ho versato il resto del latte (mezzo litro). Ho unito il Castelmagno tagliato a dadini (150 gr) e ho continuato la cottura fino a ridurre il tutto in una salsa non troppo densa.
Vi devo dire che sono stati molto apprezzati.
A me questo piatto piace molto , spesso a casa compriamo i ravioli, devo dire che alcune marche fanno un buon prodotto ma sono pur sempre lavorazioni industriali e allora perchè non provare a farli a casa?
Secondo me, se una cosa si vuole veramente , con la buona volontà si ottiene ed allora vi presento i miei ravioli
Per 4 persone
Per la pasta Per il ripieno
200 gr. di farina 00 200 gr. di spinaci
100 gr. di semola 200 gr di ricotta
3 uova 80 gr. di mandorle
1 cucchiaino di olio 80 gr. di parmigiano
aglio, olio extra vergine
Ho preparato la pasta cosi come specificato nel precedente post (http://annamammadelsud.blogspot.it/2014/02/tagliatelle-al-ragu.html)
c'è una leggera variazione negli ingredienti ma il procedimento è sempre lo stesso.
Con la pasta ho formato una palla che ho messo a riposare in un recipiente per una mezz'ora coperta con un canovaccio.
Nel frattempo ho preparato il ripieno
In una padella ho fatto rosolare le mandorle tagliate grossolanamente con un po di olio e uno spicchio di aglio
A parte ho cotto gli spinaci con un po di olio, li ho fatti asciugare bene quindi li ho incorporati alle mandorle insieme a metà del parmigiano e alla ricotta .
Ho steso la pasta a strisce sottili e su ognuna ho messo il ripieno a mucchietto
quindi ho coperto con un'altra striscia di pasta e ho ritagliato i ravioli aiutandomi con una tazzina.
e il risultato non è stato niente male.
e per il condimento?
per evitare il solito ragù ho preparato una salsina di castelmagno
In una pentola ho stemperato due cucchiai colmi di Maizena in un poco di latte freddo , ho mescolato bene e ho versato il resto del latte (mezzo litro). Ho unito il Castelmagno tagliato a dadini (150 gr) e ho continuato la cottura fino a ridurre il tutto in una salsa non troppo densa.
Dopo 5 minuti ho aggiunto il resto del grana grattugiato e ho condito i ravioli, già lessati in acqua salata.
Ho servito aggiungendo un altro po di parmigiano e questo è il risultato
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